Riabilitazione della disartria - Dott. Piero Murenu - Logopedista

La disartria

La disartria è la diminuzione della capacità di articolare le parole in maniera corretta determinata dalla mancata coordinazione dei movimenti dei muscoli fono‑articolatori per danni nel sistema di innervazione afferente.

Si manifesta con esitazioni, eliminazione di fonemi e sillabe, raddoppiamenti non funzionali. L’eloquio non è fluido (procede per scatti), manca la prosodia corretta a causa delle alterazioni della capacità di gestione di tono e timbro. La modalità di eloquio disartrico è funzione della sede del danno.

Nei pazienti disartrici, la comprensione è mantenuta in toto, a meno di patologie correlate che ne inficiano la funzione.

La disartria è un segno che si manifesta in alcune epilessie, nelle patologie neurologiche progressive (SLA, morbo di Parkinson, corea di Huntington), nelle lesioni cerebellari e può essere causata anche da lesioni in seguito a traumi cranici.

La diagnosi della disartria è neurologica e prevede un accurato set di esami e test, corredati da valutazioni per imaging delle funzioni cerebrali, elettroencefalopatia (EEG) ed elettromielografia e studi della conduzione nervosa..

La presa in carico logopedica del paziente disartrico deve cominciare dalla valutazione delle capacità articolatorie e della forza dei muscoli coinvolti nella produzione verbale, ma anche delle funzioni deglutitorie, spesso compromesse a causa della comune eziopatogenesi. Sono poi somministrati test standardizzati per comprendere a pieno il funzionamento del paziente e modificare il trattamento a seconda di quanto emerso.

La terapia è funzione della tipologia e della gravità della disartria, ma in generale gli obiettivi comuni tendono ad una linea di intervento diretto ed una di intervento indiretto.

Nel primo caso si tende alla modificazione virtuosa della velocità dell’eloquio, gestione corretta della muscolatura coinvolta nella fono‑articolazione con tendenza all’iperarticolazione per migliorare l'altui comprensione, coordinazione ed economia del mantice polmonare.

La terapia deve aiutare a vincere la paura di comunicare

Nel secondo caso si pratica un counselling logopedico volto a stabilire le corrette strategie di comunicazione tra paziente e care‑giver o partner comunicativi in genere, fino allo studio, adozione e istruzione in merito agli strumenti di comunicazione aumentativa e alternativa, come dei sintetizzatori TTS (text to speech), comunicazione non verbale codificata, schede ed altri.

Lo scopo finale della presa in carico del paziente affetto da disartria è l’ottimizzazione degli attributi comunicativi e il conseguente reinserimento della persona in un contesto attivo, sia familiare che lavorativo che determina un miglioramento della qualità della vita.

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